Circa cinquemila anni fa, dal cuore profondo dello spazio interstellare partivano i fotoni che hanno terminato la loro corsa sul sensore della mia camera astronomica. Il risultato di quel lunghissimo viaggio nel vuoto cosmico è questa immagine che vi mostro oggi: la straordinaria Nebulosa Crescente (NGC 6888).Al centro esatto della nebulosa spicca la stella WR 136, una stella di Wolf-Rayet incredibilmente massiccia e instabile. Questo mostro stellare sta esaurendo i suoi strati esterni, emettendo un vento devastante che si scontra con il gas espulso in precedenza. Questo scontro genera una doppia onda d’urto che riscalda i gas circostanti, facendoli brillare.In questa elaborazione ho calibrato attentamente i dati per immortalare la dinamica di questa spaventosa onda d’urto, differenziando il rosso diffuso dell’idrogeno ionizzato (H-alpha) dal delicato guscio azzurro/turchese dell’ossigeno due volte ionizzato (OIII).C’è una meraviglia incredibile in tutto questo: l’astrofotografia mi permette di osservare come attraverso una straordinaria finestra temporale, rendendomi un immobile spettatore della storia stessa dell’universo.
Dati tecnici di scatto:
Oggetto: NGC 6888 (The Crescent Nebula)Località: Domus Astrae Observatory, Liberi (CE), Date di acquisizione: 2025–2026
Integrazione totale: 10 ore (singoli sub-scatti da 300 secondi)
Telescopio: Sky-Watcher 254/1000 f/4 Newtoniano
Correttore di coma: TS-Optics GPU Super Resolution 4-element Aplanatic
Camera di ripresa: Omegon VeTEC 571 C (Gain: 100)
Filtro: Optolong L-Ultimate Dual-Band 3nm (H-Alpha / OIII)
Montatura: Sky-Watcher EQ6-R Pro (con estensione barra contrappeso Geoptik)
Guida: Telescopio guida Sky-Watcher 70/500 con camera ZWO ASI 224 MC
Frame di calibrazione: 16 Dark, 36 Flat
Software: N.I.N.A. , PHD2 , PixInsight