Eccoci al bersaglio di questa seconda parte dell’ottavo progetto ShaRA, selezionato tra una vasta gamma di soggetti straordinari: NGC 3169 e NGC 3166.
La prima, NGC 3169, è una galassia a spirale situata a circa 75 milioni di anni luce di distanza nella costellazione del Sestante, di tipo SA(s)a pec, ovvero una galassia a spirale pura e non barrata con bracci strettamente avvolti e caratteristiche peculiari: infatti, ha un braccio a spirale asimmetrico e un alone esteso deformato intorno al corpo principale. È un membro del gruppo di galassie NGC 3166, che a sua volta fa parte dei gruppi Leo II, una serie di galassie e ammassi di galassie che emergono dal bordo destro del superammasso della Vergine.
È una galassia di tipo LINER 2 che mostra un’estesa emissione di raggi X nella regione centrale, molto probabilmente a causa della presenza di un nucleo galattico attivo (AGN) e quindi di un buco nero supermassiccio al centro. La popolazione stellare nel nucleo sembra essere molto giovane (1 miliardo di anni) ed è disposta lungo un anello con un raggio angolare di circa 6″, come visto in un nostro precedente progetto (NGC 1097, l’Occhio di Horus). Questo suggerisce che un’esplosione di formazione stellare abbia avuto luogo nel nucleo circa un miliardo di anni fa e che una forte attività AGN sia stata il fattore contributivo.
La seconda, NGC 3166, è una galassia lenticolare con una distanza stimata da NGC 3169 di circa 160 mila anni luce (50 kpc) ed è in interazione gravitazionale con essa. La distorsione gravitazionale risultante ha deformato il suo disco. Anche nelle vicinanze “cosmiche” si trova NGC 3165, più piccola e classificata come SA(s)dm. Le tre galassie sono immerse in un anello esteso di idrogeno neutro centrato su NGC 3169. Enormi ponti di materia e stelle si dipanano da una galassia all’altra, con la presenza di ammassi stellari che hanno l’aspetto di galassie nane appartenenti al gruppo (resti di qualche galassia smembrata da NGC 3169?).
Quella che presento è la mia versione personale.
Simone Curzi
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Abbiamo operato col T1 (RC1000 f/6.8) lavorando in classica composizione LRGB. Abbiamo quindi montato 44 frame da 600s in Luminanza e 19 frame da 600s per ogni canale colore RGB (tutto in bin1), per un totale di circa 17 ore di posa. Due sessioni L e B sono state scartate (e quindi recuperate) perchè per qualche strano motivo il rotatore di campo del T1, in due nottate consecutive, decise di posizionare il campo in modo differente rispetto alle prime sessioni.