Fiat Lux cosi il James Webb si illumina nel cielo

Il James Webb Space Telescope (JWST) è il più grande e potente telescopio mai lanciato nello spazio, frutto di una collaborazione tra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Canadese. Per poter entrare nel razzo Ariane 5, il Webb è stato ripiegato come una specie di origami, destinato a riaprirsi una volta arrivato nello spazio attraverso una serie di procedure complesse. Uno dei passaggi più critici è stato il dispiegamento dell’importantissimo scudo termico: una lunga operazione iniziata la sera di venerdì 31 dicembre alle ore 19:30 ora italiana (UTC+1) e terminata intorno alle 23:00.

Il centro astronomico GAL Hassin di Isnello ha osservato il JWST la sera del 31 dicembre 2021, tra le 20:20 e le 23:30 ore italiane, riuscendo a riprendere il telescopio spaziale durante le prime fasi di questo processo, proprio mentre si stava aprendo la metà sinistra del suo scudo termico. Le osservazioni sono state condotte in remoto da Alessandro Nastasi, astronomo informatico del centro, attraverso il telescopio robotico Galhassin Robotic Telescope 1 (GRT1).

La grafica riporta la curva di luce del JWST misurata dalle osservazioni e mostra come come ad un certo punto, intorno alle 20:30 UTC, il Webb abbia iniziato ad aumentare la sua luminosità in maniera costante, fino a fermarsi, intorno alle 22:50, dopo essere diventato circa 2.5 volte più luminoso (corrispondente ad un “salto” di 1 magnitudine). Questo aumento di luminosità si può apprezzare anche ad occhio nudo nella “traccia” lasciata dal JWST durante tutto l’arco delle osservazioni e mostrata nel riquadro in alto a sinistra, che si vede diventare più luminosa verso la fine. Le frecce rosse, infine, indicano gli orari ufficiali forniti dalla NASA di inizio e fine della procedura, evidenziando come la fine delle operazioni coincida perfettamente con la fine dell’aumento di luminosità osservato.

Il James Webb mostra talvolta rapide e intense variazioni di luminosità a seconda dell’angolazione con cui i raggi solari incidono sui suoi diversi elementi, ma questi bagliori sono molto brevi, dell’ordine dei 15 minuti. L’aumento di luminosità registrato dal GAL Hassin, invece, è stato costante per circa 1 ora e mezza, proprio come ci aspetterebbe da un oggetto che “si estende” in maniera lenta ma continua.

Dettagli tecnici:
– Autore: Alessandro Nastasi / GAL Hassin (website: https://galhassin.it/)
– Acquisizioni: 358x30sec frames acquisiti in binning 2×2 (2.44″/px), filtro Luminance
– Data di acquisizione: 31/12/2021 tra le 19:19:55.112 UTC e le 22:31:59.470 UTC
– Strumentazione:
Telescopio: OfficinaStellare RC 40cm f3.8 – Galhassin Robotic Telescope 1 (GRT1)
Camera: CCD FLI ProLine 16803
Software di controllo: TheSkyX Pro
Software per la riduzione delle immagini e loro analisi fotometrica: Tycho Tracker v.8.7

Autore: Alessandro Nastasi (Gal Hassin) (sito)