Finalmente pubblico il finale dell’enorme lavoro di riprese (tutte in trasferta) ed elaborazione che ho iniziato dallo Star Party GrAG di luglio fino a settembre 2020.
Il soggetto piu’ difficile che abbia mai fotografato ad oggi, e uno dei piu’ difficili in assoluto del nostro emisfero.
gli scatti hanno avuto bisogno di un’integrazione di ben 20 ORE solo in ossigeno 3 (per il calamaro), e altre 10 sul canale idrogeno, sotto cieli da sqm 21,2/21,5 .
La Nebulosa Calamaro è stata scoperta nel 2011 dall’astrofotografo francese Nicolas Outters e la sua attraente forma bipolare si fa notare per l’emissione blu-verde rivelatrice dell’ossigeno doppiamente ionizzato.
Sebbene appaia completamente circondata dalla rossastra regione a emissione di idrogeno Sh2-129, la vera distanza e la reale natura della Nebulosa Calamaro sono state difficili da determinare. Ma una recente indagine suggerisce che OU4 in realtà si trovi all’interno di Sh2-129, a circa 2.300 anni luce di distanza dalla Terra.
Coerentemente con questo scenario, OU4 rappresenterebbe un deflusso spettacolare prodotto da HR8119, un sistema triplo di stelle calde e massicce, vicino al centro della nebulosa. In questo caso il misterioso e gigantesco calamaro si estenderebbe fisicamente per quasi 50 anni luce.
( Descrizione presa dall’ Astronomy Picture of the Day APOD NASA del 27 ottobre 2016)
DATI DI RIPRESA
Telescopio: Skywatcher Esprit 100/550 su Montatura: Skywatcher Neq6 pro
Camera: Zwo Asi 1600 mm pro, filtri Baader Planetarium
Guida: Rifrattore 70/400 Tecnosky Guide Scope con Zwo Asi 120 mini monocromatica
OIII (ossigeno) 80×900″
Halpha (idrogeno) 60×600″
LRGB: 12×300″ per canale
31 dark, 31 bias, 25 flat per canale gain 139.
composizione bicolor in banda stretta e fusione in LRGB.
acquisizione: Sequence Generator Pro
Elaborazione:
Pixinsight e Photoshop
Lasco di Picio (area sociale Gruppo Astrofili Galileo Galilei)
Star Party 2020 (luglio) e riprese successive, agosto, settembre.