M 13: Grande Ammasso di Ercole

M 13 è considerato l’ammasso globulare più spettacolare del cielo boreale; fu scoperto da Edmond Halley nel 1714, il quale notò che “si mostra ad occhio nudo quando il cielo è sereno e la Luna assente”. Cinquant’anni dopo fu osservato da Charles Messier, che lo catalogò nel 1764 al numero 13 del suo catalogo di oggetti non cometari.

Con una magnitudine di 5,8, M 13 è appena visibile ad occhio nudo nelle notti molto buie e si trova a circa 1/3 della distanza da Eta a Zeta Herculis, le due stelle occidentali (principali) nell’asterismo  di Ercole. Perfino i piccoli telescopi lo risolvono in una vasta, magnifica massa di stelle. Gli osservatori notano quattro regioni apparentemente povere di stelle. La debole galassia di undicesima magnitudine NGC 6207 si trova nelle vicinanze, a circa 28 ‘a nord-est, ed è visibile anche in questa immagine a largo campo di M 13.

Uno dei motivi per cui M 13 appare così grande e luminoso è che è relativamente vicino, a circa 25.100 anni luce di distanza ma anche perché è effettivamente molto grande e molto brillante; il suo diametro angolare di 23 ‘corrisponde a 145 anni luce e la sua magnitudine assoluta è di -8,7, che corrisponde a una luminosità di un quarto di milione di soli.

L’immagine è stata realizzata nel corso di cinque notti serene consecutive (itegrazione totale circa 21 ore) dal cielo particolarmente inquinato di Prato (Bortle 8) grazie alla camera ZWO ASI 294MC Pro al fuoco dell’ottica Ritchey-Chretién GSO da 15 cm a f/5.9 e con l’ausilio di un filtro anti inquinamento luminoso IDAS LPS D1. La postproduzione è stata eseguita prima in Pixinsight, poi in Phtoshop CC.

Autore: Marco Failli (sito)