La Grande Nebulosa di Orione in H-Alfa

La Nebulosa di Orione (nota anche come M42 o NGC1976) è una delle nebulose brillanti e conosciute del nostro cielo.
E’ circondata da un mare di polveri che coprono quasi del tutto il fondo cielo e da emissioni sulla banda dell’h-alfa che ho cercato di cogliere con la reflex mediante un apposto filtro a banda stretta di 7 nm. con scatti di 900” ciascuno ad 800 iso per una integrazione totale di quasi 8 ore dalla periferia di Napoli.
E’ collocata nella cosiddetta spada di Orione nella quale si può’ intravedere ad occhio nudo anche da un cielo sub-urbano sotto forma di un leggero chiarore di origine non stellare.
Posta ad una distanza di circa 1 270 al dalla Terra,[2] si estende per circa 24 anni luce[5] ed è la regione di formazione stellare più vicina al Sistema solare. Vecchie pubblicazioni si riferiscono a questa nebulosa col nome di Grande Nebulosa, mentre più anticamente i testi astrologici riportavano lo stesso nome della stella Eta Orionis, Ensis (la spada), che però si trova in un’altra parte della costellazione.[7] Si tratta di uno degli oggetti più fotografati e studiati della volta celeste,[8] ed è sotto costante controllo a causa dei fenomeni celesti che hanno luogo al suo interno; gli astronomi hanno scoperto nelle sue regioni più interne dischi protoplanetari, nane brune e intensi movimenti di gas e polveri.
La Nebulosa di Orione contiene al suo interno un ammasso aperto molto giovane, noto come Trapezio.[9] Le osservazioni con i più potenti telescopi (specialmente il Telescopio spaziale Hubble) hanno rivelato molte stelle circondate da anelli di polveri, probabilmente il primo stadio della formazione di un sistema planetario.
La nebulosa è stata riconosciuta come tale nel 1610 da un avvocato francese, Nicolas-Claude Fabri de Peiresc (1580-1637),[10] anche se, date le dimensioni e la luminosità, era certamente conosciuta anche in epoche preistoriche. Tolomeo la identificava come una stella della spada di Orione, di magnitudine 3.

Autore: Giamba Rizzo